Stagione teatrale 2014

sabato 19 luglio

MASSIMO DONADONI e CINZIA MACCAGNANO

ARGONAUTI Giasone e Medea

Biglietti

Platea numerata intero 20,00 euro | ridotto 18,00 euro
Tribuna libera intero 18,00 euro | ridotto 16,00 euro

Prezzi al netto dei diritti di prevendita
Riduzione valida per spettatori under 12 e over 65

da Apollonio Rodio, Valerio Flacco, Euripide, Strabone

regia e coreografia Aurelio Gatti

Uno spettacolo innovativo, tra danza e teatro, al suo debutto, diretto da Aurelio Gatti che ricorre ad una una lettura che trascende il piano individuale per porsi come rappresentazione simbolica dell’incontro-scontro tra due culture diverse: da una parte il mondo arcaico, irrazionale e magico di Medea; dall’altra il mondo moderno, razionale e laico di Giasone.

 

Un viaggio di sola andata per danza‚ teatro e musica.

La nave salpa‚ salutata da un’immensa folla. Mentre si allontana dalla spiaggia Orfeo leva in alto il suo canto‚ accompagnando il ritmo dei remi che tagliano le onde azzurre del mare. E quando la polvere e il fumo cominciano a diradarsi‚ scarmigliato e lucido di sudore appare Giasone. Guida con fermezza le belve‚ che trascinano l’aratro d’acciaio. Gli animali arano la terra‚ mentre l’eroe sparge nei solchi i denti di drago che Eeta gli aveva consegnato. Col sorgere della luna‚ nel campo arato‚ si delineano delle forme che diventano sempre più grandi e più chiare. è un esercito immane di guerrieri che viene fuori dal terreno. Giasone‚ seguendo ancora una volta il consiglio di Medea‚ scaglia nel mezzo di questi strani e misteriosi esseri un grosso sasso…

Quando finalmente la nave Argo approda sulle coste elleniche gli Argonauti si rendono conto che al termine di quell’avventura non portano con se solo il prezioso e magico vello d’oro‚ ma ognuno ha acquisito doni più’ grandi come la coscienza dell’essere e la conoscenza dell’ignoto. Le avventure e le continue peripezie li hanno forzatamente coinvolti in situazioni imprevedibili‚ proiettandoli in mondi sconosciuti e a contatto con civiltà’ ignote‚ dai costumi e dalle idee spesso diverse‚ se non addirittura opposte alle loro. Ed e’ qui‚ che accettare di mettere in campo le proprie certezze e confrontarle in quelle di altri uomini fu senz’altro la vera‚ straordinaria dimostrazione di spregiudicata intelligenza degli Argonauti e lo e’ ancora oggi per tutti gli altri navigatori che decidono di uscire dalla rotta stabilita dalla convenienza e dalle consuetudini per rischiare di sballare‚ buttare a mare‚ le proprie convinzioni ormai ben ancorate nel calmo golfo dell’inamovibile buonsenso. Permanente è la vicenda di Medea, sacerdotessa di Ecate – che innamoratasi follemente di Giasone tradisce il suo popolo, aiuta l’amato a rubare il sacro Vello d’oro e fugge con lui per poi essere, dopo alcuni anni, ripudiata a sua volta per un’altra donna (Glauce, figlia del re di Corinto)… Una una lettura che trascende il piano individuale per porsi invece come rappresentazione simbolica dell’incontro-scontro tra due culture diverse.: da una parte il mondo arcaico, irrazionale e magico di Medea; dall’altra il mondo moderno, razionale e laico di Giasone. Dall’incontro di questi due mondi, agli antipodi fra loro, non può che nascere lo scontro. E si tratterà, nella fattispecie, di un conflitto insanabile, lontano da qualunque possibilità di sintesi… il viaggio onirico‚ visionario‚ tramite il quale ognuno raggiungerà il fondo della propria anima‚ non è detto che sia è quel luogo remoto e inviolato dove appare la luce della coscienza.