Stagione teatrale 2019

 

 

martedì 6 agosto

La Grande Storia dell’Impressionismo

 

 

 

Biglietti

Platea           30 euro
Gradinata   23 euro

Prezzi al netto dei diritti di prevendita

 

 

 

MARCO GOLDIN
racconta
LA GRANDE STORIA DELL’IMPRESSIONISMO
L’incanto della pittura da Monet a Van Gogh

Musiche composte ed eseguite al pianoforte da Remo Anzovino
Scenografia video di Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii
Produzione di International Music and Arts e Linea d’ombra

 

 

 


E’ dal 2005 che Marco Goldin porta con successo sul palcoscenico racconti/spettacolo realizzati per introdurre, in modo fortemente legato all’emozione, le sue grandi mostre, sempre ai vertici delle classifiche tra quelle più frequentate in Italia e nel mondo, e che negli ultimi vent’anni hanno attirato oltre undici milioni di visitatori. Ultimo caso quella dedicata a Van Gogh, chiusasi da poco nella splendida cornice della Basilica Palladiana di Vicenza e che ha sfiorato il mezzo milione di ingressi. Unanimemente riconosciuto come il maggior esperto di impressionismo in Italia, Goldin si è sempre contraddistinto per il suo modo di raccontare l’arte fatto di poesia, emozione e conoscenza, con il gusto per una parola sempre molto coinvolgente e mai banale, e pur sempre di estrema comprensibilità.
Per la prima volta, con questo racconto/spettacolo dedicato a La grande storia dell’impressionismo, in programmazione nei teatri a partire dal mese di novembre 2018, ha creato un racconto svincolato dall’introduzione a una mostra, e invece pensato in modo specifico per il palcoscenico. Con l’importante collaborazione di Remo Anzovino, uno dei principali esponenti della scena musicale contemporanea, e con l’ulteriore, preziosa collaborazione di Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii, due tra i principali video maker italiani.
Il racconto teatrale si svilupperà in cinque momenti e consentirà allo spettatore, in 100 minuti di spettacolo, di essere poeticamente portato per mano nella Francia degli ultimi decenni dell’Ottocento, per conoscere quello che è stato il movimento pittorico che più di ogni altro ha trasmesso al pubblico di tutto il mondo il suo fascino profumato e colorato. Facendo ricorso al suo raccontare sempre fluido ed empatico, con le parole che generano continue immagini, Goldin accompagnerà tutti dapprincipio nella foresta di Fontainebleau, a sud di Parigi, dove i giovani impressionisti, da Monet a Pissarro, da Renoir a Sisley, si incontravano a metà degli anni sessanta per dipingere nei boschi. L’amore nei confronti del paesaggio farà da contrappunto a tutto lo spettacolo, anche quando, e sarà il secondo momento del racconto, si entrerà nel decennio successivo, quello canonico dell’impressionismo e quando prenderanno il via, da quella memorabile del 1874 nello studio di Nadar, le esposizioni impressioniste, otto in tutto fino al 1886. Per cui, tra storia e aneddoti, questo secondo momento vedrà l’ingresso sulla scena parigina della pittura anche di Cézanne, Degas e Gauguin o di figure femminili come Berthe Morisot o l’americana Mary Cassatt.
La meraviglia del fiume, i disgeli lungo la Senna, le alte scogliere di Normandia, le sue spiagge e il mare, daranno la possibilità a Goldin, nel terzo tempo del suo racconto, di parlare della crisi dell’impressionismo e della fine del dogma della pittura di plein-air in Monet. Prima dei due momenti conclusivi, che saranno riservati a due straordinari artisti che hanno portato fino alle estreme conseguenze la crisi dell’impressionismo, Vincent van Gogh e Paul Gauguin. Del primo, tra campi di grano e cieli stellati, lo spettacolo punterà sui poco più che due anni tra la Provenza e le settimane finali a Auvers-sur-Oise, in un palpito di struggente emozione e anima. Fino a giungere alla seducente immagine conclusiva, quando si vedrà Gauguin, proveniente dalla Bretagna, imbarcarsi il primo aprile del 1891, da Marsiglia sulla nave Océanien, in direzione Papeete e quindi Tahiti. E sui quadri tahitiani di Gauguin si chiuderà lo spettacolo.